Il Giardino onirico

Le opere in “Il giardino onirico” nascono come file digitali con certificazione NTF, ma subito si trasformano in vere e proprie opere fisiche.

Mazzocca realizza con minuziosa pazienza il file digitale dell’architettura sacra (potrebbe essere Chiesa, Moschea, Stupa, Sinagoga o Tempio) e poi lo stampa su alluminio-dibond, conosciuto dopo un’intensa sperimentazione di materiali riciclati. A questo punto inizia l’intervento di “scavo”: incide con l’aiuto di frese elettriche, tanti alberi a ricoprire tutta la superficie, rispettando però l’impostazione architettonica e li ricolma di frutti (vestiti usati manipolati). Il risultato nell’immaginario di Mazzocca, è un grande e luminoso Giardino dei sogni, non presente in nessuna realtà, ma esistente in uno spazio superiore.

L’architetto Norman L. Koonce ha suggerito che l’obiettivo dell’architettura sacra è quello di rendere “trasparente il confine tra materia e mente, carne e spirito”. 

Il ministro protestante Robert Schuller , parlando di architetture sacre, ha suggerito che “per essere psicologicamente sani, gli esseri umani devono sperimentare il loro ambiente naturale, l’ambiente per il quale siamo stati progettati, che è il giardino”. 

Richard Kieckhefer suggerisce che entrare in un edificio religioso è una metafora per entrare in una relazione spirituale.